STRUMENTI PER RIPARTIRE

Alberto Giorgiutti

Il tirocinio estivo è un’esperienza con finalità formative e orientative. Offre la possibilità agli studenti di arricchire il loro bagaglio di conoscenze, facilitare le scelte professionali future e accompagnarli nella transizione fra percorsi di studi e lavoro.

È questo lo spot della nostra Regione per reintrodurre uno strumento utile per creare future opportunità ai nostri giovani che durante i mesi estivi possono affacciarsi al mondo del lavoro che riparte a tutto gas dopo lo stop dovuto alla pandemia.

Il Governo con il decreto sostegni bis ha introdotto, inoltre, un nuovo strumento denominato “contratto di rioccupazione” che avrà l’obiettivo di incentivare le assunzioni stabili.

Che cos’è il tirocinio

È possibile ricavare la definizione di tirocinio dalla raccomandazione del Consiglio dell’Unione Europea del 10 marzo 2014, in base alla quale il tirocinio consta in “un periodo di pratica lavorativa di durata limitata, retribuita o no, con una componente di apprendimento e formazione, il cui obbiettivo è l’acquisizione di un’esperienza pratica e professionale finalizzata a migliorare l’occupabilità e facilitare la transizione verso un’occupazione regolare”. Si tratta quindi di una modalità di inserimento in azienda il cui scopo principale è l’apprendimento e la formazione “on the job”, generalmente finalizzata all’ingresso nel mercato del lavoro. Il tirocinio si attiva con il coinvolgimento di tre soggetti: l’ente promotore (università, scuole superiori pubbliche e private, agenzie per l’impiego, centri pubblici di formazione professionale e/o orientamento, etc.), il soggetto ospitante (azienda, studio professionale, ecc.) e tirocinante. I tirocini possono essere suddivisi in “curriculari” ed “extracurriculari”. I primi sono predisposti all’interno di un processo di apprendimento formale presente nel piano di studi dell’Istituto scolastico o dell’Università dello studente. Il tirocinio “extracurriculare”, invece, ha la lo scopo di agevolare le scelte professionali del giovane nella fase di transizione dalla scuola al lavoro, mediante una formazione in un ambiente produttivo ed una conoscenza diretta del mondo del lavoro.

Il quadro normativo regionale

La nostra Regione ha recepito le nuove linee guida nazionali del 2017 con il DPREG 57/2018, successivamente modificato con DPREG 018/2020 distinguendo le seguenti tipologie: a) tirocinio formativo e di orientamento rivolto a coloro che hanno conseguito un titolo di studio (istruzione secondaria superiore o terziaria, istruzione e formazione professionale (IeFP), formazione tecnica superiore (ITS)) che va attivato entro dodici mesi dal conseguimento del titolo; b) tirocinio di inserimento o reinserimento al lavoro per soggetti privi di occupazione per facilitare l’inserimento o il reinserimento nel mondo del lavoro di soggetti privi di occupazione (inoccupati, disoccupati o che fruiscono di ammortizzatori sociali in costanza di rapporto di lavoro); c) tirocinio rivolto a soggetti svantaggiati; d) tirocinio rivolto a soggetti con disabilità; f) tirocinio estivo attivabile nell’arco temporale di sospensione estiva delle attività didattiche;

La durata

La durata minima del tirocinio è pari a due mesi. L’eccezione riguarda le attività stagionali per le quali la durata minima è di un mese. Le durate sono state differenziate in base alla tipologia: il periodo massimo per i tirocini formativi da sempre più utilizzati e cioè quelli rivolti a coloro che hanno conseguito un titolo di studio entro dodici mesi e quelli finalizzati all’inserimento o reinserimento di lavoratori in stato di disoccupazione è stata mantenuta a sei mesi. È stata invece portata a diciotto mesi la durata massima per i tirocini rivolti a soggetti svantaggiati e per quelli affetti da disabilità. Per i tirocini estivi la durata non può essere inferiore a quattordici giorni e superiore a tre mesi (comprese le proroghe). È possibile prorogare la durata fino al raggiungimento dei limiti massimi previsti. Il tirocinante non può realizzare più di un tirocinio presso il medesimo soggetto ospitante, anche per progetti formativi di diverso contenuto. Possono essere fatte delle proroghe ma sempre nel rispetto della durata massima.

Tirocinio estivo: Istruzioni per l’uso

Il tirocinio estivo si rivolge, sostanzialmente, a studenti e studentesse regolarmente iscritti/e a percorsi di istruzione secondaria di secondo grado, percorsi di istruzione e formazione professionale o Università, o studenti in dispersione scolastica che, sebbene regolarmente iscritti, non frequentano precorsi di istruzione secondaria di secondo grado o percorsi di istruzione e formazione professionale. Il/la tirocinante deve aver compiuto i 15 anni di età. È possibile inviare le richieste dal 24 maggio 2021 al 31 luglio 2021.

Il numero massimo dei tirocini attivabili va effettuato conteggiando solo i dipendenti dell’unità locale in cui si vuole inserire il tirocinante:

Da 1 a 5 dipendenti: 1 tirocinante

Da 6 a 19 dipendenti: 2 tirocinanti

Da 20 dipendenti in su: 10% di tirocinanti (anche se, in realtà, è necessario avere 26 dipendenti per avere il terzo). In caso di frazioni di unità si arrotonda all’unità superiore solo nell’ipotesi in cui la frazione sia uguale o superiore allo 0,5. I lavoratori a tempo parziale si contano in percentuale. Nel computo vanno conteggiati solo i dipendenti a tempo indeterminato e i contratti a tempo determinato con durata superiore al periodo di tirocinio. Le eccezioni per le quali è possibile attivare un tirocinio pur in assenza di altri lavoratori dipendenti a tempo indeterminato riguardano le imprese artigiane e i professionisti, limitatamente ad attività inerenti. Il compenso minimo previsto dalla normativa regionale è di 300 euro per tirocini part-time fino a 20 ore o 500 euro in caso di impiego a tempo pieno. I tempi di attivazione sono di circa dieci giorni dalla presentazione della domanda. È necessaria una polizza assicurativa per la responsabilità civile RCT e il premio INAIL è carico dell’azienda ospitante. Deve essere individuato un tutor con lo stesso orario lavorativo settimanale o comunque superiore a quello del tirocinante (in alternativa si possono scegliere due tutor che vadano a coprire tutto l’orario lavorativo del tirocinante). È necessario stipulare una convenzione con uno dei seguenti soggetti promotori: università, istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado, istituti tecnici superiori, enti di formazione (limitatamente ai propri iscritti), strutture regionali di orientamento (con riferimento a studenti di scuole secondarie di secondo grado e studenti in dispersione scolastica).

Il contratto di ricollocazione

Il decreto Sostegni bis (art. 41 D. L. n. 73/2021) con il contratto di rioccupazione ha introdotto, in via sperimentale fino al 31 ottobre 2021, una nuova tipologia contrattuale incentivata, volta a sostenere la crescita economica agevolando la rioccupazione e la riqualificazione professionale di soggetti disoccupati. Ai datori di lavoro del settore privato che vi ricorrono è riconosciuto un esonero dal versamento del 100% dei complessivi contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro, nel limite massimo di importo pari a 6.000 euro su base annua, riparametrato e applicato su base mensile. Sono esclusi i premi e i contributi INAIL. Questo sgravio contributivo dovrà però essere restituito nel caso di mancata assunzione/trasformazione a tempo indeterminato del lavoratore.

Per avere diritto all’incentivo i datori di lavoro privati non devono aver proceduto, nei 6 mesi precedenti l’assunzione, a licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo (art. 3 L. n. 604/1966) o a licenziamenti collettivi (L. n. 223/1991) nella medesima unità produttiva, pertanto non è sicuramente rivolto alle aziende che dal 1° luglio 2021 intendono procedere a licenziamenti economici che fino al 30 giugno erano bloccati dalla normativa emergenziale anti Covid-19. A tale proposito, sempre il decreto sostegni bis, ha previsto il perdurare del blocco dei licenziamenti per le sole aziende che utilizzano la Cig dopo tale data e per tutta la sua durata.

Revoca e decadenza

E’ prevista la revoca dell’esonero e il recupero di quanto già fruito dal datore di lavoro in caso di licenziamento intimato durante il periodo di inserimento; licenziamento intimato al termine del periodo di inserimento (inclusa la mancata conferma del lavoratore assunto in rioccupazione); licenziamento collettivo o licenziamento individuale per giustificato motivo oggettivo di un lavoratore impiegato nella medesima unità produttiva e inquadrato con lo stesso livello e categoria legale di inquadramento del lavoratore assunto con gli esoneri contributivi, effettuato nei sei mesi successivi alla predetta assunzione.