Regole per le partite IVA

Alberto Giorgiutti

Con l’approvazione definitiva del disegno di legge recante “Misure per la tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale e misure volte a favorire l’articolazione flessibile nei tempi e nei luoghi del lavoro subordinato” il legislatore ha esteso diritti e tutele ai lavoratori autonomi in quello che è stato giornalisticamente denominato “Jobs Act del lavoro autonomo” e introducendo il cosiddetto “Smart working” o lavoro agile che merita un ulteriore e successivo approfondimento.

Le misure di tutela per i liberi professionisti

La disposizione rafforza la tutela dei lavoratori autonomi contro i ritardi di pagamento dei compensi, prevedendo l’applicazione delle norme relative alle transazioni commerciali tra imprese e lavoratori autonomi o tra lavoratori autonomi. La disposizione regolamenta anche le clausole dei contratti individuali stipulate con i lavoratori autonomi, considerando abusive e vietando quelle clausole che realizzino un eccessivo squilibrio contrattuale tra le parti in favore del committente. Sono considerate abusive, quindi, le clausole che riservano al committente la facoltà di modificare unilateralmente le condizioni del contratto, quelle che attribuiscano al committente la facoltà di recedere dal contratto senza congruo preavviso, termini di pagamento superiori ai sessanta giorni dalla data di ricevimento della fattura o di una richiesta di pagamento. Così come abusivo viene considerato il rifiuto di stipulare in forma scritta il contratto. La sanzione derivante dalla dichiarazione di nullità degli accordi intercorsi in violazione di detti principi è il diritto al risarcimento del danno patito dal professionista. Il testo di legge disciplina anche gli effetti patrimoniali delle invenzioni del lavoratore autonomo.

Modifiche al regime di deducibilità di alcune spese

Di notevole portata i provvedimenti che stabiliscono l’integrale deducibilità, entro il limite annuo di diecimila euro delle spese per l’iscrizione a master e a corsi di formazione o di aggiornamento professionale nonché le spese di iscrizione a convegni e congressi, comprese quelle di viaggio e soggiorno. Diventano anche integralmente deducibili, entro il limite annuo di cinquemila euro, le spese sostenute per i servizi personalizzati di certificazione delle competenze, orientamento, ricerca e sostegno all’auto-imprenditorialità, sostenute al fine della ricerca di nuovi sbocchi occupazionali, se erogati da organismi accreditati. Viene previsto inoltre che le spese relative a prestazioni alberghiere e di somministrazione di alimenti e bevande sostenute dal lavoratore autonomo nell’esecuzione di un incarico e addebitate analiticamente in capo al committente, non costituiscono compensi in natura e possono essere quindi riaddebitate per il loro importo escludendole dall’imponibile.

Tutele previdenziali e sociali

La norma prevede un trattamento economico per congedo parentale a favore dei lavoratori autonomi iscritti alla gestione separata INPS prevedendo un periodo massimo di sei mesi entro i primi tre anni di vita del bambino, per un massimo di sei mesi tra entrambi i genitori. Al fine di rafforzare prestazioni di sicurezza e protezione sociale, invece, per i professionisti iscritti agli ordini o ai collegi, il Governo è delegato ad emanare entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della legge uno o più decreti  che dovranno attivare prestazioni complementari di tipo previdenziale e socio/sanitario, in particolare per gli iscritti che hanno subìto una significativa riduzione del reddito professionale per ragioni indipendenti alla propria volontà o per essere stati colpiti da gravi patologie. Diventa strutturale, inoltre, dal primo luglio 2017 la DIS-COLL (prestazione di disoccupazione per i co.co.co.) con estensione dell’ambito di applicazione anche agli assegnisti e ai dottorandi di ricerca con borsa di studio. Alcuni articoli della legge sono particolarmente pleonastici come quello sulla maternità che prevede la possibilità della sospensione del rapporto da parte del Committente … sempre però che ne abbia interesse. E’ stata inserita, inoltre, una norma a favore delle lavoratrici autonome costrette precedentemente, nei periodi di astensione obbligatoria, a non emettere fattura pena la perdita dell’indennità di maternità e ora libere di poterlo fare.

La modifica del codice

Dulcis in fundo, merita un cenno la norma che modifica in parte la disciplina delle collaborazioni coordinate e continuative, contenuta nell’articolo 409 del codice di procedura civile. In sintesi, il legislatore, con la modifica edulcora l’articolo 2 del d.lgs. 81/2015 prevedendo che non sussiste etero organizzazione e quindi riconducibilità al rapporto di lavoro subordinato se le modalità di coordinamento della collaborazione vengono stabilite di comune accordo nel contratto e, quindi, non imposte dal committente ma gestite, in piena autonomia, dal collaboratore che potrà scegliere il tempo e il luogo della prestazione. Si tratta di una precisazione molto importante perché disciplinata da una norma di legge che, nella realtà, molti di coloro che stipulano normalmente dei contratti di collaborazione coordinata e continuativa, già prevedono proprio per evitare di far ricondurre una collaborazione genuina ad un rapporto di lavoro subordinato.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *