IL CONTRATTO DI RIOCCUPAZIONE

Alberto Giorgiutti

IL CONTRATTO DI RIOCCUPAZIONE

Con la Circolare n. 115 del 2 agosto 2021 l’INPS fornisce le prime indicazioni riguardanti l’ambito di applicazione dell’esonero contributivo relativo alle assunzioni effettuate attraverso il nuovo contratto di rioccupazione, introdotto dall’art. 41 del Decreto Sostegni Bis (Decreto Legge n. 73 del 25 maggio 2021), convertito in Legge n. 106 del 23 luglio 2021.

Che cos’è

Il legislatore, al fine di incentivare l’inserimento nel mercato del lavoro dei lavoratori in stato di disoccupazione nell’ottica di una ripresa delle attività dopo l’emergenza epidemiologica, ha istituito il contratto di rioccupazione. Si tratta di un contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato, la cui stipulazione va effettuata in forma scritta nel range tra il 1° luglio 2021 e il 31 ottobre 2021 e attribuisce al datore di lavoro il diritto a beneficiare, per un periodo massimo di 6 mesi, dell’esonero contributivo dal versamento del 100% dei complessivi contributi previdenziali a suo carico, con esclusione dei premi e contributi dovuti all’INAIL, nel limite massimo di importo pari a 6.000 euro su base annua, riparametrato e applicato su base mensile (quindi 3.000 euro). Questo contratto può essere definito, a tutti gli effetti, un ordinario rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato che, tranne per le particolarità previste dallo stesso articolo 41 del Decreto Sostegni Bis, soggiace alla disciplina ordinaria dei rapporti di lavoro, come, ad esempio per quanto attiene alle sanzioni in caso di licenziamento illegittimo.

I beneficiari

Con la citata circolare, l’INPS precisa che si tratta dei datori di lavoro privati, a prescindere dalla circostanza che assumano o meno la natura di imprenditore (con esclusione, quindi, della Pubblica Amministrazione) ad eccezione del settore agricolo, domestico e delle imprese del settore finanziario. I lavoratori potenzialmente interessati sono, invece, tutti i soggetti disoccupati che hanno fornito la propria disponibilità, anche in via telematica, per essere avviati al lavoro, secondo la previsione ex articolo 19 del d.lgs. 150/2015. 

Il progetto di inserimento

Per questo nuovo tipo di contratto è prevista la stesura di un progetto individuale di inserimento finalizzato a garantire l’adeguamento delle competenze professionali al nuovo contesto lavorativo nell’arco di sei mesi. Durante il periodo di inserimento è consentito recedere solo per giusta causa o giustificato motivo, mentre al termine del progetto è ammesso il recesso “ad nutum” al pari di quanto avviene per il contratto di apprendistato mentre se, al temine del periodo di inserimento, nessuna delle parti recede dal contratto, il rapporto prosegue come ordinario rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato. Il progetto di inserimento consiste nella redazione di un documento, sottoscritto anche dal lavoratore, finalizzato a garantirgli l’adeguamento delle competenze professionali al contesto lavorativo. Il progetto di inserimento ha una durata di sei mesi e va sottoscritto prima della instaurazione effettiva del rapporto di lavoro. Il legislatore prima e l’Inps dopo, non specificano i contenuti sui quali orientarsi per la sua redazione, la durata minima (si suppone per i sei mesi di durata dell’incentivo) e non prevede alcuna sanzione in caso di redazione incompleta del documento. 

Le condizioni per il riconoscimento del beneficio

Per beneficiare dell’esonero contributivo previsto dall’art. 41 del Decreto Sostegni Bis, il datore di lavoro, alla data di assunzione, è tenuto al rispetto di una serie di condizioni: il lavoratore, alla data della nuova assunzione, deve trovarsi in stato di disoccupazione ai sensi dell’articolo 19 del D.Lgs n. 150/2015; il datore deve essere in possesso del DURC (regolarità degli obblighi di contribuzione previdenziale); rispetto delle norme fondamentali a tutela delle condizioni di lavoro e rispetto degli altri obblighi di legge;  rispetto degli accordi e dei contratti collettivi sottoscritti dalle OO.SS. comparativamente più rappresentative. Per la fruizione dell’esonero contributivo i datori di lavoro, inoltre, non devono aver proceduto, nei sei mesi precedenti l’assunzione, a licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo, ai sensi dell’articolo 3 della Legge 15 luglio 1966, n. 604, o a licenziamenti collettivi, ai sensi della Legge 23 luglio 1991, n. 223, nella medesima unità produttiva. Con riferimento alla definizione di licenziamento per giustificato motivo oggettivo l’INPS riporta indietro l’orologio alle previsioni ante “blocco dei licenziamenti” con l’esclusione quindi dell’estensione per mano di giurisprudenza e prassi amministrativa alle risoluzioni del rapporto di lavoro avvenute per inidoneità sopravvenuta della prestazione o al superamento del periodo di comporto. Nel caso in cui il datore di lavoro proceda al licenziamento del lavoratore per cui si beneficia dell’agevolazione durante o al termine del periodo di inserimento, ovvero al licenziamento collettivo o individuale per giustificato motivo oggettivo di un lavoratore impiegato nella medesima unità produttiva e inquadrato con lo stesso livello e categoria legale del lavoratore assunto con contratto di rioccupazione, nei sei mesi successivi all’assunzione agevolata, si avrà una decadenza dal beneficio dell’esonero, con conseguente restituzione di quanto fruito.

Revoca del beneficio

Relativamente alle ipotesi di revoca del beneficio, l’articolo 41, comma 7, del decreto Sostegni bis, afferma che “ai fini del computo del periodo residuo utile alla fruizione dell’esonero, la predetta revoca non ha effetti nei confronti degli altri datori di lavoro privati che assumono il lavoratore ai sensi del presente articolo”. Se il lavoratore per il quale è stata già parzialmente fruita l’agevolazione, viene, quindi, nuovamente assunto dal medesimo o da altro datore di lavoro con contratto di rioccupazione, per il nuovo rapporto si può fruire della medesima misura di esonero per i mesi residui spettanti. Ai fini del computo del periodo residuo utile alla fruizione dell’esonero in capo al nuovo datore di lavoro, il precedente periodo di fruizione, anche se revocato, deve essere comunque computato per il calcolo del periodo rimanente. Nel caso in cui sia il lavoratore a rassegnare le dimissioni, l’esonero contributivo verrà comunque riconosciuto per il periodo di effettiva durata del rapporto.

Cumulo con altri benefici

In materia di cumulo con altri benefici contributivi, viene confermata la regola della fruizione in successione, in base alla quale, terminato l’esonero dei sei mesi del contratto di rioccupazione, sarà possibile fruire di un ulteriore beneficio (per esempio under 35 o donne svantaggiate), ma al netto del periodo semestrale già fruito per il contratto di rioccupazione.